sabato 1 gennaio 2011

AMIANTO SICURO

Un comune denominatore delle tristi vicende ambientali che hanno interessato la Valsugana in questo ultimo biennio ( Monte Zaccon, acciaierie, discariche abusive, e non ultima il fenomeno diffuso dell’amianto) è costituito dal rituale intervento degli amministratori a vari livelli che si spendono in rassicurazioni sull’assenza di pericolo per la salute a fronte di fenomeni di inquinamento anche di entità rilevante ed estesa.
Il problema risiede probabilmente nel significato che si attribuisce al termine “pericolo per la salute”.
Se questo infatti si intende una situazione emergenziale con potenziali danni visibili a breve termine per un gran numero di persone, probabilmente l’amministratore ha ragione; A Grigno non esiste un emergenza amianto in quanto l’amianto non costituisce un emergenza in sé se con questo termine intendiamo pericoli derivati da macrofenomeni come alluvioni, folgorazioni, intossicazioni acute, crolli, frane, smottamenti etc le cui conseguenze sono immediate, visibili e “intense”, tuttavia l’amianto stesso è un pericolo per note e inconfutabili ragioni maggiormente aggravate dall’età e dallo stato di conservazione delle coperture, il pericolo è quello derivato da un esposizione estesa continua a basse dosi, ovvero quella direttamente correlata con l’insorgenza delle patologie tumorali. Per Patologie tumorali è bene non riferirsi solo al mesotelioma pleurico che è il solo tumore per il quale sia stata dimostrata una correlazione diretta con l’esposizione alle fibre di amianto, per le altre neoplasie e malattie infiammatorie non è stato possibile stabilire la correlazione diretta perché sono derivate da una molteplicità di cause fra le quali anche l’amianto.
Contare quindi quanti mesoteliomi ci sono stati in Valsugana per capire se le centinaia di metri quadrati di amianto presenti sui tetti di Grigno sono pericolosi, è fuorviante e anche sbagliato.
Altra costante negli interventi degli amministratori è quella di considerare come sostenibile qualunque situazione  “ a norma di regolamento “ come se questo coincidesse con  l’assenza di conseguenze per la salute. Viaggiare su un tratto di strada affollato di gente a 60 km orari essendoci un limite di 130 costituisce o no un pericolo per la salute delle persone che si trovano in quel tratto di strada? È stato dimostrato come i limiti rappresentano esclusivamente un compromesso e non una garanzia per la salute, si pensi a tal proposito che essi sono in progressiva revisione, naturalmente verso il basso, tanto che la concentrazione nell’ambiente di una data sostanza tossica poteva essere tollerabile solo due anni fa diversamente da quanto accade oggi.
L’ISDE si stà battendo contro questo atteggiamenti che portano ad un approccio burocratico amministrativo ai problemi legati alla salute, ignorando il principio elementare, inserito nel nostro codice giuridico, chiamato Principio Precauzionale per il quale non bisogna aspettare che la dannosità di un fenomeno sia dimostrata “ex post” dopo che l’epidemiologia ha dimostrato l’impatto sulla popolazione, ma bisogna ragionevolmente provvedere a quei correttivi che evitino ai posteri le pesanti conseguenze di un atteggiamento permissivo e in definitiva superficiale.
Grigno ha un problema rappresentato da una superficie di svariate centinaia di metri quadrati di coperture di eternit risalenti agli anni 50 60 quindi in stato di evidente sfaldamento. Le fibrille invisibili con diametro di pochi micron entrano nell’albero respiratorio quindi nel torrente circolatorio, possono essere ingerite e come tali costituiscono una esposizione cronica a basse dosi per la popolazione residente, le cui conseguenze sommate certamente ad altri fenomeni andranno a saldo dopo 15  20 anni.
Sarebbe interessante approfondire quali sono i motivi di tali rassicurazioni “formali” a fronte di un fenomeno che si spiega da sé, Riteniamo che la situazione non sia del tutto sotto controllo e che se anche non dovesse esistere( a parere dei nostri amministratori ) uno stato di emergenza, venga perlomeno ritenuto doveroso sollevare il problema e il pericolo che da esso ne deriva.
 Se qualcuno vuole strumentalizzare tutto questo identificandoci e classificandoci come un gruppo di fanatici ambientalisti la cui vocazione è solo quella di generare allarmismi, non ha ancora capito che stare dalla parte della salute conviene a tutti.
Ad ogni modo siamo tranquilli la Provincia è informata e tutto quello che ( burocraticamente) andava fatto è stato fatto …cosa vogliamo di più?

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