27 novembre 2010
«Le auto parcheggiate ovunque strangolano il centro storico»
GRIGNO. Parcheggi selvaggi, caos e un crescente malcostume tra gli automobilisti che transitano in centro storico. A segnalare la situazione è Massimo Boso, capogruppo in consiglio comunale della lista “Nuovi volti per il domani”. E lo fa documenta il tutto con alcune fotografie scattate nel corso principale, via Vittorio Emanuele. Immagini che parlano da sole, con auto, furgoni e camion che intasano l’intera carreggiata, sostando in curva o davanti ai portoni e ostacolando il transito di altri mezzi e dei pedoni. Tutto ciò genera disagi alla viabilità ed alla sicurezza, in particolare la mattina.
«Nonostante la segnaletica dia precise indicazioni, la completa inosservanza del codice stradale, genera un indisciplinata abitudine popolare», spiega Boso, che annota come le piazzole per il carico-scarico merci, segnalate da tabelle che ne indicano gli orari, anziché essere utilizzate per queste funzioni nelle ore consentite, vengono perlopiù prese d’assalto dai numerosi avventori dei negozi, che le utilizzano a loro piacimento come liberi parcheggi. A causa di ciò i furgoncini sostano per lo più in doppia fila ostacolando il passaggio di altri veicoli in quanto le piazzole a loro riservatre sono quasi sempre occupate da altre macchine. Così, se da una parte i residenti lamentano una situazione al limite del sopportabile, dall’altra i commercianti si difendono sostenendo di non poter fare a meno della merce per lavorare ed i trasportatori, dal canto loro, puntano il dito contro chi lascia in sosta la propria auto li dove non dovrebbe stare, costringendoli al parcheggio selvaggio.
Boso pensa poi alle conseguenze che potrebbe avere il passaggio di un mezzo di soccorso nelle ore di punta, ma anche all’inquinamento generato dai camion fermi con i motori accesi. Punta il dito inoltre sugli orari di scarico, che si effettuano anche nelle ore notturne (dalle 4 in poi). «Orari in cui certe operazioni andrebbero vietate, per garantire il rispetto del riposo», aggiunge, ricordando che anche in piazza Municipio le auto senza contrassegno sostano sulle piazzole riservate ai disabili. (m.c.)

Franco Zambotto "Conoscenza e coscienza civile per vincere il nemico (in)visibile"
Anno VI articolo n.3528
Il primario di pneumologia dell'Ospedale civile di Feltre e il dottor Marco Rigo, medico di base, protagonisti della serata
Grigno, 5 maggio 2010. - Di fronte ad un pubblico attento e preoccupato si è svolto ieri sera, nell'Auditorium della Scuola Media, l'annunciata serata informativa dal titolo suggestivo "Amianto il nemico (in)visibile". Nella foto la presentazione di Massimo Boso.

L'evento organizzato dall'Osservatorio Grigno Tezze ha visto come protagonisti il prof. Franco Zambotto, primario di pneumologia dell'Ospedale civile di Feltre e il dottor Marco Rigo, medico di base, nonché impegnato nella battaglia per la difesa dell'ambiente e della salute pubblica condotta dai Medici per l'Ambiente, anche in Valsugana.
Perché l'incontro a Grigno? Per la semplice ragione che la locale amministrazione comunale, sollecitata dal dottor Rigo, si era fatta carico della "necessità della rimozione delle coperture in cemento amianto (in stato di abbandono e degrado) di numerosi immobili industriali e civili. Proprio in zona industriale, dopo il passaggio della proprietà dell'ex- Omga alla Trentino Sviluppo spa (società della Provincia autonoma), sono iniziati i lavori di rimozione.
Il prof. Zambotto, in modo semplice ma efficace, ha parlato delle vicende storiche dell'utilizzazione dell'amianto (o asbesto) da parte dell'uomo. Il boom dell'uso di questo materiale, per la sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa adatto per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, avvenne a partire dagli anni 40. L'amianto servì per la coibentazione delle navi, dei treni, degli edifici, come materiale per l'edilizia, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione delle corde, plastica e cartoni.
Il relatore, ha poi spiegato che una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano e che non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: teoricamente l'inalazione anche di una sola fibra può causare mesotelioma (neoplasia che colpisce le cavità sierose del corpo come pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale dei testicoli) ed altre patologie mortali.

Ha detto, inoltre, che se sottoponesse i presenti in sala a lavaggio dei polmoni, sarebbe certo (fa testo la sua esperienza professionale) che in almeno il 10% degli esaminati verrebbero rivenute fibre di amianto. Inoltre, secondo la casistica, la degenerazione cellulare causata dell'amianto ha una latenza che va dai 15 ai 45 anni e dipende dal tempo di esposizione professionale o occasionale al materiale.
Infine, il relatore ha illustrato alcuni aspetti della legislazione nazionale ed europea che vieta l'uso dell'amianto, denunciando, nella normativa, un lato debole: l'amianto dovrà essere obbligatoriamente rimosso, da aziende specializzate, iscritte in un apposito albo, solo in caso di ristrutturazione e demolizione degli immobili.
Rispondendo alle numerose domande del pubblico, il prof. Zambotto ha auspicato la crescita di una coscienza civile, a seguito di una più diffusa conoscenza del problema. I cittadini dovranno pretendere dalle istituzioni l'obbligo della rimozione, anche con incentivi economici, di tutte le strutture in cui sia presente l'amianto.
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News
AMBIENTE E SALUTE IN BASSA VALSUGANA12 Novembre 2009
Giovedì 12 novembre 2009 si è tenuta all'auditorium di Grigno un'assemblea pubblica sulle tematiche relative all'inquinamento in Bassa Valsugana, alla luce delle disdicevoli vicende emerse nel nostro territorio negli scorsi mesi.
Le tematiche sono state trattate da due relatori davvero importanti nella nostra area: il Geochimico Giorgio Jobstraibizer ed il Dottor Marco Rigo.
L'assemblea si è aperta con un'introduzione del presidente dell'Osservatorio Grigno Tezze, Massimo Boso il quale ha focalizzato l'attenzione sull'importanza dell'informazione in merito alle tematiche dell'inquinamento.


La parola è passata al Geochimico Giorgio Jobstraibizer (nella foto a sinistra) che ha tracciato una minuziosa ed interessante panoramica sulla situazione geologica della Valsugana, fondamentale per poter affrontare le tematiche in merito all'inquinamento. Con un linguaggio accessibile a tutti il Professore ha individuato i punti nevralgici della nostra valle, individuando un elenco di fattori geologici tali da rendere il nostro territorio il luogo meno indicato per l'insediamento di strutture quali le acciaierie di Borgo Valsugana o la discarica di Monte Zaccon.
Successivamente il Dottor Marco Rigo (nella foto a destra) ha affrontato più specificamente le varie forme di inquinamento esitenti nella nostra area, in particolar modo le emissioni provocate da combustione, con riferimento alle acciaierie di Borgo Valsugana.
Al termine delle relazioni si è dato il via ad un dibattito aperto con il pubblico, rivelatosi stimolante e dimostrando un reale interesse da parte dei presenti.
Questa è stata la prima di una delle tappe per noi indispensabili da affrontare per poter capire realmente ciò che sta accadendo in tema di inquinamento nella nostra area.
Al termine delle relazioni si è dato il via ad un dibattito aperto con il pubblico, rivelatosi stimolante e dimostrando un reale interesse da parte dei presenti.
Questa è stata la prima di una delle tappe per noi indispensabili da affrontare per poter capire realmente ciò che sta accadendo in tema di inquinamento nella nostra area.

Ci riteniamo soddisfatti per la riuscita dell'assemblea e siamo già all'opera per l'organizzazione di un secondo incontro più specifico sul territorio di Grigno e le relative problematiche, in particolare l'enorme diffusione di coperture in amianto di cui si ignora l'esistenza.
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Gi